Intervista a Marco Moretti, presidente nazionale ANDISU

  • shutterstock_74085415 copiaPerché un Forum Europeo sul diritto allo studio?

Quello di Bologna è il terzo Forum Europeo per il Diritto allo Studio dopo le edizioni di Perugia del 2008 e di Padova del 2010. L’obiettivo è di promuovere pratiche di eccellenza e nuovi modelli di diritto allo studio universitario in un momento in cui la nostra società, il mondo universitario e quello studentesco stanno cambiando radicalmente. Il Forum intende approfondire i temi portanti di cittadinanza universitaria e politiche di sostegno agli studenti universitari in chiave Europea, attivando un confronto fra operatori, decisori e studenti.
Il Forum sarà quindi un’occasione per confrontarsi sugli ordinamenti giuridici relativi alla materia promossi dai principali stati del continente attraverso uno scambio di esperienze, fare un approfondimento sull’accoglienza agli studenti e la loro mobilità, sull’implementazione di politiche che favoriscano gli sbocchi occupazionali più idonei ai neo laureati coerenti con la formazione ricevuta.

 

  •  Quali sono state le principali evoluzioni del diritto allo studio negli ultimi anni?

Garantire il Diritto allo Studio Universitario è un compito costituzionale affidato alle Regioni, le quali le quali si avvalgono dell’opera di specifici enti per il diritto allo studio universitario, associati nell’ANDISU. Gli interventi per il DSU garantiscono complessivamente sostegno diretto a circa il 10% della popolazione studentesca oltre a fornire servizi di vario tipo, come ristorazione ed accesso alla cultura, alla generalità degli studenti. Per gli studenti privi di mezzi, i benefici del DSU rappresentano la declinazione pratica dei principi di equità ed uguaglianza sanciti dalla costituzione: grazie al DSU hanno la possibilità di accedere all’istruzione universitaria e costruirsi un futuro di giovani cittadini italiani ed europei.

Negli ultimi anni a causa della contrazione delle risorse per interventi sociali, regioni e  stato hanno progressivamente ridotto i loro contributi ed il risultato è stato che molti studenti che per legge ne avrebbero avuto diritto non abbiano potuto beneficiare della borsa di studio. In molti casi il DSU è l’unico strumento che permette agli studenti capaci ma privi di mezzi di accedere agli studi universitari e portarli a compimento: non erogando la borsa si sottrae a questi  studenti la più importante opportunità di crescita culturale, sociale ed economica.

Con il decreto legislativo 6 del marzo 2012, che rinnova la normativa sul DSU dopo più di venti anni, ci sono novità importanti. La novità principale è il riconoscimento di livelli essenziali delle prestazioni per il diritto allo studio: una conquista che dovrebbe garantire l’effettiva esigibilità del diritto su tutto il territorio nazionale. Il compimento della riforma del DSU avverrà con l’emanazione del decreto ministeriale che per la prima volta definirà quali siano i livelli essenziali ed aggiornerà i criteri di accesso. Inoltre, l’incremento della tassa regionale, se associato al rifinanziamento del fondo integrativo statale ed all’impegno delle regioni ad aumentare gli investimenti per il DSU, dovrebbe garantire le risorse per coprire la totalità degli aventi diritto anche se, vista la storia recente, il condizionale è d’obbligo.

 

  • A che punto è, secondo lei, il Processo di Bologna?

L’Italia è stato uno dei primi paesi ad adottare al livello universitario il sistema delineato nel processo di Bologna. Tuttavia permangono delle difficoltà di interpretazione a livello europeo rispetto alla denominazione dei titoli conseguiti. Occorre fare chiarezza e pertanto il punto sul processo di Bologna sarà centrale all’interno del Forum. Il tema sarà affrontato il 12 giugno, nella sessione pomeridiana intitolata “Il diritto allo studio nei Paesi europei” in cui saranno analizzati gli scenari del diritto allo studio in Europa proprio alla luce del Processo di Bologna con la partecipazione dei rappresentanti di vari Stati europei, delle associazioni studentesche anche di altri Paesi e di centri di ricerca statistica nazionale ed europea. Il 13 giugno, inoltre, la sessione pomeridiana intitolata “Occupabilità e Processo di Bologna” tratterà il tema del lavoro dei laureati alla luce delle riforme del sistema dell’istruzione: in un momento critico come questo, luna riflessione sulle effettive opportunità di occupazione dei nostri studenti è più che mai di attualità.

 

  •  Italia vs Europa: cosa funziona meglio da noi e cosa dobbiamo “rubare” agli altri paesi?

Il confronto con altre realtà Europee è sempre utile e costruttivo, anche se dobbiamo ricordare che i sistemi di supporto sono diversi da paese a paese e che pertanto non sempre certi modelli, efficaci in alcune realtà, sono replicabili in altre. Certamente ciò che appare con chiarezza è l’enorme differenza di risorse impiegate da paesi come Francia e Germania, che hanno budget 4 o 5 volte superiori rispetto all’Italia. Occorre anche poi ricordare che in Italia il diritto allo studio non è declinato in maniera uniforme: la gestione per regioni presenta eccellenze che possiamo presentare con orgoglio all’estero, ma anche criticità che dovremmo riuscire a superare con un’evoluzione della normativa nazionale.

Le politiche dei vari paesi europei in tema di diritto allo studio saranno ampiamente trattati all’interno del Forum come anche la posizione dell’UE sul tema. Il 12 giugno, nel pomeriggio, ci sarà proprio un focus tematico sulle modalità di accesso agli interventi DSU a livello europeo e la ripartizione delle competenze tra Stato, Regioni ed Università. In un altro focus tematico, inoltre, si tratterà direttamente del tema della “cittadinanza universitaria”, di cosa significa essere studente universitario in Italia e in altri stati europei e saranno presentate le eccellenze e le buone prassi di varie città. Il giorno successivo la sessione mattutina “L’accoglienza agli studenti” svilupperà ulteriormente il tema toccando anche l’aspetto della mobilità internazionale e mettendo a confronto rappresentanti di altri stati europei e della Commissione europea. La sessione si svilupperà poi in workshop che illustreranno i servizi “core” del diritto allo studio in Italia: la ristorazione, le residenze studentesche e le borse di studio, in cui, con rappresentanti del MIUR, faremo il punto sulla tanto dibattuta questione dei LEP.

 

  •  Cosa si attende da questo forum e cosa le piacerebbe lasciasse a chi interverrà?

Il mio auspicio è che da questo Forum emerga l’importanza del DSU nella costruzione di uno spazio comune europeo entro il quale gli studenti abbiano capacità di crescere, studiare ed apprendere senza incontrare barriere di nessun tipo. Solo così gli studenti potranno godere di una piena cittadinanza europea basata su uguali diritti e la certezza di poter accedere ad un sistema di benefici univoci in tutto il continente. Dal forum dovrebbe, in sostanza, scaturire la piena applicazione della carta europea dei servizi per gli studenti già presentata alla Commissione Europea facendola divenire direttiva comunitaria.

 

 

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