Giovani e mondo del lavoro – Gate università, destinazione Europa

shutterstock_61193515 copiaLa relazione del Governatore della Banca d’Italia Fazio, pronunciata stamattina, conferma i dati allarmanti diffusi dall’Istat riguardanti il tasso di disoccupazione che tocca il 12% e in particolare la disoccupazione giovanile che supera il 40%. In questo quadro, il rapporto tra università e mondo del lavoro diventa quanto mai centrale non solo dal punto di vista sociale ma anche per il destino individuale dei nostri ragazzi. Resta rilevante il contributo che può essere offerto in questo campo dagli enti regionali per il diritto allo studio con le 180.000 borse elargite nel 2012 e con l’erogazione di altri servizi a sostegno degli studenti universitari quali residenze universitarie, mense, provvedimenti a favore dei diversamente abili: uno sforzo che deve essere mantenuto dalle Regioni a cui è affidato dalla Costituzione il compito di garantire il diritto allo studio universitario.

Di questo e di altri temi si parlerà il 12, 13 e 14 giugno a Bologna nel Terzo Forum Europeo del Diritto allo Studio Universitario, promosso dall’A.N.DI.S.U. (Associazione Nazionale per il Diritto agli Studi Universitari), di cui fanno parte i presidenti o i direttori degli Enti regionali di tutta Italia che si occupano di fornire i servizi di supporto agli studenti universitari. Scopo fondamentale dell’Associazione è quello di favorire un efficace “dialogo” tra i diversi Enti regionali, in modo da ottenere un confronto utile tra le varie attività che essi svolgono e quindi individuare efficaci linee di intervento a livello nazionale e anche internazionale. In pratica, A.N.DI.S.U. collabora con le Regioni, le Università ed il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica al fine di realizzare un più efficace coordinamento nelle attività di indirizzo e di gestione, studia un miglior uso delle risorse disponibili, volto a rimuovere gli ostacoli per il pieno accesso agli studi universitari da parte dei più meritevoli e privi di mezzi così come disposto dagli articoli 3 e 34 della Costituzione.

Per fare il punto su tali risultati, l’Associazione promuove periodici eventi a livello nazionale e internazionale come il terzo Forum europeo di Bologna, dopo le edizioni di Perugia del 2008 e di Padova del 2010, nella consapevolezza di quanto sia diventato necessario interpretare in chiave internazionale il diritto allo studio, proiettandolo in un contesto europeo, anche attraverso un utile e costruttivo confronto con le realtà universitarie degli altri paesi.

Ad esso prenderanno parte rappresentanti di vari Stati europei, delle associazioni studentesche anche di altri Paesi e di centri di ricerca statistica nazionale ed europea, con l’obiettivo di approfondire i temi portanti del diritto allo studio in chiave europea, soffermandosi in particolare su uno scambio di esperienze e quadri normativi a livello continentale, sulla mobilità internazionale degli studenti, sull’implementazione di politiche che favoriscano gli sbocchi occupazionali più idonei ai neo laureati coerenti con la formazione ricevuta. In questo contesto l’attenzione sarà anche portata sulle realtà extracontinentali, sia del Continente Americano, sia dei Paesi del Mediterraneo e del Medio ed Estremo Oriente.

Come dichiarato dal Presidente dell’ A.N.DI.S.U. Marco Moretti, che è presidente dell’Ente per il diritto allo studio della Toscana, «l’auspicio è che da questo Forum emerga l’importanza del DSU nella costruzione di uno spazio comune europeo entro il quale gli studenti abbiano capacità di crescere e apprendere senza incontrare barriere di nessun tipo. Solo così gli studenti potranno godere di una piena cittadinanza europea basata su uguali diritti e avere la certezza di poter accedere ad un sistema di benefici univoci in tutto il continente».

Il Forum di Bologna rappresenta quindi un importante appuntamento per porre le basi di «uno spazio europeo dell’istruzione superiore», per la creazione del quale occorre riformare il Diritto allo Studio, non più come assistenza prevalente nell’ambito di politiche sociali, quanto piuttosto sistema di servizi agli studenti come fattore di crescita e sviluppo economico dei territori attraverso la valorizzazione della formazione degli studenti nei diversi campi del sapere e nei diversi settori di attività.

Uno dei punti fondamentali che saranno trattati – attraverso un proficuo scambio di esperienze – sarà quello del rapporto tra formazione e lavoro, tema su cui l’Italia si presenta particolarmente sensibile, come i dati sulla disoccupazione giovanile dimostrano. La comparazione tra i diversi sistemi universitari e tra i diversi interventi nel campo di un diritto allo studio veramente capace di sostenere ed incentivare le diverse attitudini e la capacità d’impegno degli studenti potrà fornire indicazioni quanto mai utili nel difficile momento che stiamo attraversando.

Articolo scritto dal Prof. Gianpiero Gamaleri e pubblicato sul quotidiano on-line L’Indro

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