Comunicato stampa: Decreto del fare: preoccupazione per il diritto allo studio universitario

DECRETO DEL FARE: PREOCCUPAZIONE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO.
ANDISU: Duplicare le funzioni e disperdere risorse. le ragioni del no ad una graduatoria nazionale delle borse di studio
  L’emendamento all’art.59 del “Decreto Fare” propone un programma nazionale di assegnazione delle borse di studio universitarie a fianco del vigente sistema: significa duplicare funzioni e disperdere risorse a discapito degli studenti. Il Diritto allo Studio Universitario (DSU) è un diritto costituzionale (art. 34 Cost.) che, in Italia, è gestito dalle singole Regioni che erogano servizi e borse di studio agli studenti universitari attraverso gli enti per il DSU.
L’ANDISU è l’associazione nazionale che coordina le loro attività di programmazione e di indirizzo erogando ogni anno attraverso gli enti associati oltre 100.000 borse di studio, gestendo oltre 31.000 posti letto e garantendo oltre 19.000.000 di pasti agli studenti universitari.  

“L’attivazione di un secondo fondo nazionale per il diritto allo studio universitario gestito a livello centrale in alternativa al FIS è una notizia che preoccupa – afferma il prof. Marco Moretti, presidente nazionale dell’ANDISU -  in quanto non è affatto chiaro come questo nuovo fondo si affianchi alla struttura già esistente da anni e gestita a livello regionale.”


Tre sono le fonti di finanziamento per il DSU: la tassa regionale per il DSU, i fondi regionali ed il fondo integrativo statale (FIS), che ogni anno subisce forti oscillazioni in relazione alle disponibilità finanziarie dello Stato (160milioni nel 2013/2014 e solo 13 milioni per 2014/2015). Le pesanti variazioni del FIS unitamente alle difficoltà regionali hanno comportato, quest’anno, l’esclusione dalla borsa di studio, per mancanza di fondi, di quasi 60.000 studenti che pur risultavano idonei per reddito e per merito.


Secondo ANDISU il percorso individuato per eliminare la figura dello studente “idoneo non beneficiario” della borsa di studio è quello del Decreto sui livelli essenziali delle prestazioni (LEP) a cui hanno lavorato per più di un anno le Regioni ed il MIUR. Il D.Lgs. 68/12 individua le borse di studio come LEP. L’accordo fra Stato e Regioni per disciplinare i LEP e veicolare le risorse statali nel garantire tali prestazioni permetterebbe di risolvere alla radice il problema e di garantire la borsa a tutti gli aventi diritto.

“La nostra preoccupazione è che una nuova tipologia di borsa di studio, in assenza di un contestuale rifinanziamento del FIS, NON risolva il problema delle borse di studio ma duplichi costi e funzioni di una struttura già esistente che ogni anno prepara e gestisce i bandi, compila le graduatorie e tiene i rapporti con gli studenti – continua Moretti”.  

Negli anni i finanziamenti per il DSU sono stati ridotti e suddividere le poche risorse in due strumenti diversi ed alternativi andrebbe da una parte a ridurre l'efficacia degli interventi e dall’altra, con l’esistenza di due graduatorie, una regionale e una nazionale incompatibili tra loro, rischia di creare una grande confusione tra gli studenti con borse di serie A e di serie B.

“Come ANDISU vogliamo ribadire che con la legge 240 del 2010 sono già stati emanati gli strumenti normativi per garantire il DSU a tutti gli aventi diritto- conclude Moretti -  e che la prima e più importante priorità per il diritto allo studio universitario è quella di reperire i finanziamenti al fine di poter emanare il decreto ministeriale sui LEP in modo da poter concludere, dopo 20 anni di attesa, il percorso di riforma avviato.”



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