COMUNICATO STAMPA . Meno risorse per gli enti del diritto allo studio vuol dire meno servizi per gli studenti

COMUNICATO STAMPA

Diritto allo studio universitario

Meno risorse per gli enti del diritto allo studio vuol dire meno servizi per gli studenti

 

ROMA, 6 luglio 2017

Si è tenuto oggi 6 luglio, a Roma un incontro tecnico tra gli enti del diritto allo studio riuniti nell’ANDISU (associazione nazionale per gli enti e gli organismi del diritto allo studio universitario) e la Prof.ssa Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana e coordinatrice, per le materie del diritto allo studio, della commissione Istruzione, formazione e lavoro della conferenza delle Regioni: tema della riunione è stato l’impatto della “manovrina” sui bilanci degli enti per il diritto allo studio universitario.

“Una norma voluta dal Governo per chiarire un aspetto tecnico come quello dell’esenzione dal pagamento dell’IVA sui servizi per gli studenti universitari che appassiona poco la gente – afferma Carmelo Ursino, presidente dell’ANDISU – ma che andrà a colpire indirettamente gli studenti universitari visto che molti degli enti per il diritto allo studio chiuderanno in rosso i propri bilanci per il 2017, con il conseguente possibile taglio ai servizi o aumento del costo degli stessi”.

L’articolo 2 bis della legge 96 del 21 giugno 2017 da una interpretazione definitiva sulla esenzione del pagamento dell’IVA sulla ristorazione e sulle residenze universitarie. La norma apre però diversi problemi pratici nella sua applicazione per tutti gli importi del passato e su diversi aspetti futuri.

“La legge rischia di mettere in difficoltà il diritto allo studio universitario a livello nazionale, afferma Monica Barni, Vicepresidente della Regione Toscana. – Per questo, insieme all’ANDISU abbiamo deciso di realizzare un’indagine  che rilevi il suo impatto negativo sui bilanci degli enti al fine di  aprire  un confronto costruttivo con il MEF e l’Agenzia delle Entrate e gli altri livelli istituzionali interessati. Dare minori risorse per gli enti del diritto allo studio vuol dire poter realizzare minori servizi per gli studenti – conclude Barni –. Auspico quindi che il Governo, dati alla mano, possa modificare la norma o trovare delle modalità di compensazione dei suoi effetti. Occorre sempre ricordare che il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali e inalienabili della persona individuati dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo del 1948, ed è individuato anche dalla Costituzione Italiana come un diritto fondamentale dei cittadini italiani”.

L’indagine terrà conto dell’impatto futuro (per il prossimo anno si stima una perdita di oltre 50 milioni di euro) e per il passato una eventuale perdita di oltre 200 milioni di euro.

“La sintonia con le Regioni e il lavoro coordinato tra gli enti per il diritto allo studio è fondamentale per tenere alta l’attenzione su un tema che a livello nazionale muove risorse per oltre un miliardo di euro e che ha un impatto sulle centinaia di migliaia di studenti universitari italiani e stranieri – conclude Ursino – Troppo spesso si parla di università senza ricordarsi dei servizi per gli studenti che devono essere fondamentali e di livello in tutta Italia.”

ANDISU e Regioni si ritroveranno a settembre per concordare insieme le azioni da portare avanti a livello governativo e  parlamentare, ma anche europeo.

 

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